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Il Cibo della Taranta, Nidi D'Arac, Stella Grande, I Mamuthones e gli Issohadores al Festival Itinerante #TARANTA22 - Pizzica e Notte della Taranta 19 agosto 2019 a Soleto per la Tappa 16^

Posizione

Soleto
Largo Osanna, 19
73010 Soleto
Italia
IT
Italiano
Data Evento fino al 2019: 
Lunedì, 19 Agosto, 2019 - 19:00
Meteo in tempo reale: 
SOLETO Condizioni Meteo

 

Lunedì 19 agosto 2019 a Soleto, andrà in scena la sedicesima tappa del Festival Itinerante della Notte della Taranta 2019 #Taranta22. La serata avrà inizio alle ore 19.00 dove al Convento Santuario Madonna Delle Grazie per la sezione il Teatro andrà in scena Pupe Di Pane - Una Performance Sul Pane E Le Sue Storie - PROD.AMA e per la sezione IL CIBO DELLA TARANTA si potrà visitare la rassegna  GLI ANTICHI GRANI DURI DEL SALENTO a cura di LUIGI DI MITRI. 

Sempre alle ore 19.00 ma presso Largo Osanna a per la sezione "Il Borgo Racconta" sarà proposta al pubblico la visita guidata gratuita nel Centro storico di Soleto a cura dell'Università del Salento.

 

La serata musicale prenderà il via alle ore 21 in Piazza Garibaldi dove andrà in scena il gruppo I MAMUTHONES E GLI ISSOHADORES dalla SARDEGNA. Il concerto sarà tenuto per la sezione del festival  Concerti Altra Tela -  #ConcertiAltraTela .

La comunità di Soleto, turisti e appassionati potranno scatenarsi dalle ore 22 in Largo Osanna, dove la serata si accenderà con la musica popolare di Nidi d'Arac e successivamente degli Stella Grande.  Entrambi i gruppi si esibiranno per la sezione del Festival Concerto Ragnatela -  #ConcertoRagnatela e chiuderanno questa bellissima nottata del Festival della Taranta - #Taranta22 a Soleto.

 

Soleto (Sulítu in dialetto salentino e Sulíto/Σουλίτο in griko, Soletum in latino e Solèton in greco antico) è un comune italiano di 5 352 abitanti della provincia di Lecce in Puglia. Collocato in Salento ed equidistante dal mare Adriatico e dallo Ionio, dista circa 18 km dal capoluogo provinciale, fa parte della Grecìa Salentina, isola linguistica in cui si parla una lingua di derivazione greca, il griko.

Soleto è uno dei siti neolitici più noti del Salento per il ritrovamento di manufatti e un deposito di asce in bronzo (usate per funzioni religiose o come merce di scambio) oggi esposte nel Museo Archeologico Nazionale di Taranto. Alcune campagne di scavi, nelle vicinanze dell'attuale Convento dei Francescani, hanno portato alla luce parte dell'antica cinta muraria di età messapica visibile ancora nel Cinquecento e citata dall'erudito Galateo nel De situ Japigiae. Molto prima di lui Plinio il Vecchio, nel libro III della Naturalis Historia, narra di aver trovato, durante il suo viaggio nel Salento nel I secolo d.C., "Soletum desertum". Soleto fu un ragguardevole nodo viario che metteva in comunicazione i più importanti centri messapici. La strada che da Rudiae portava a Basta (oggi Vaste) e Vereto (nei pressi di Patù) qui incrociava una via trasversale che collegava il porto di Thuria Sallentina (oggi Roca Vecchia) sull'Adriatico con il porto Nauna (l'attuale Santa Maria al Bagno) sullo Ionio.

La città, come la maggior parte delle località messapiche, venne rasa al suolo con la conquista romana del Salento, dopo le guerre contro Annibale. Di quest'epoca rimangono visibili deboli tracce di centuriazione nell'ambiente rurale ed i resti di una "villa rustica" romana del 150 a.C. venuti alla luce nel fondo Paparusso nella campagna di scavo 2011.

La storia più conosciuta di Soleto è, tuttavia, quella medioevale e coincide con la storia della Contea di Soleto che comprendeva gli attuali comuni di Galatina, Zollino, Aradeo, Cutrofiano, Sternatia, Collepasso, Castrignano de' Greci e Sogliano Cavour. La Contea di Soleto, assieme a quelle di Nardò e Lecce, nasce nel 1055 con la conquista normanna della Puglia da parte di Roberto il Guiscardo della famiglia Altavilla e la creazione del principato di Taranto con il figlio Boemondo I nel 1088. Il Catalogus Baronum, redatto verso la metà del XII secolo, aveva censito nel distretto feudale di Soleto, cinque corpi feudali di collazione regia. Con l'arrivo degli Svevi, Federico II nomina il figlio Manfredi principe di Taranto a cui succederà Filippo I d'Angiò nel 1266 dopo la battaglia di Benevento.

In questa sezione, abbiamo trattato solo alcuni cenni della storia di Soleto, che in realtà è molto più ampia e per gli appassionati va scoperta i modo più approfondito proprio durante la visita alla cittadina.

Video - Discovering Grecìa Salentina - Il racconto dei ragazzi - Soleto - V4B

 

APPROFONDIMENTI:

I MAMUTHONES E GLI ISSOHADORES

Il gruppo che si esibisce è generalmente composto da dodici a sedici Mamuthones che si muovono in due file parallele, uniti ad otto o dieci Issohadores, che li affiancano durante tutto il rituale della sfilata. A guidare il gruppo è un Issohadore che si differenzia dagli altri per l’avere in più una fune incrociata al petto con “sos sonajolos”. I Mamuthones danno vita ad una danza, definita dall’antropologo Raffaello Marchi, una processione danzata; essi si muovono con passi estremamente pesanti, producendo ad intervalli regolari, un particolare frastuono dando tutti insieme un colpo di spalla destra corrispondente all’avanzare del piede sinistro, seguito immediatamente dopo da un colpo di spalla sinistra simultaneamente all’avanzamento del piede destro. Inoltre, di tanto in tanto, ad intervalli regolari, compiono tutti insieme tre rapidi salti su se stessi. Differente è invece il movimento degli Issohadores, i quali si muovono con passi più agili e sciolti, con improvvisi slanci eleganti nel gettare “sa soha”, con la quale catturano donne o amici fra il pubblico. In questo modo, essi interagiscono con il mondo circostante, contrariamente ai Mamuthones che sono tenuti al mutismo, senza poter interagire con gli spettatori. Varie sono le ipotesi che sono state avanzate, ma nessuna di queste è stata confermata come teoria valida, per l’assenza di provata documentazione. Tuttavia il loro più intimo significato richiama il ciclo della natura.

Mamoiada in Sardegna, nella sua tradizione, vanta un rito estremamente antico che si tramanda di generazione in generazione: quello dei Mamuthones e degli Issohadores. Nati in tempi antichissimi, come attori attivi nei riti pagani, le loro origini si perdono nella notte dei tempi; con il loro fascino e mistero sono sopravvissuti al logorìo del tempo. Il loro rito si manifesta in tutta la sua teatrale spettacolarità, per la prima volta dopo l’arrivo del nuovo anno, in occasione della festa di S.Antonio Abate, che si celebra il 17 gennaio, giornata che sancisce l’inizio del Carnevale Mamoiadino. Le due figure, entrambe di sesso maschile,seppur con abbigliamento diverso e apparentemente in contrasto, di fatto sono complementari, inscindibili e inconfondibili; esse rappresentano infatti l’immagine di un solo gruppo che è stato da sempre considerato dalla comunità locale patrimonio intangibile, unico e inestimabile. Il rituale inizia con la vestizione, che rappresenta la “metamorfosi” degli uomini in Mamuthones e Issohadores, un momento di intensa solennità. La vestizione rappresenta infatti un rito sacro e profano insieme: le varie fasi sono seguite con lo scrupolo e le modalità di una cerimonia religiosa, pagana, in un clima di mistero e suggestioni di tempi passati, ma allo stesso tempo non sono presenti aspetti tipici delle rappresentazioni religiose, quali la presenza di una figura guida che celebra da un altare. Tutti i componenti del gruppo, infatti, seppur con abbigliamento e ruolo distinto, sono alla pari. Il culmine della vestizione si identifica nel momento in cui i Mamuthones e gli Issohadores indossano la maschera, rispettivamente denominata “sa visera” e “sa visera ‘e santu”: è a questo punto che i componenti perdono identità e parola e si trasformano in esseri misteriosi. Il Prof. Bachisio Bandinu, noto studioso e antropologo isolano, al riguardo scrisse: “Le citate maschere pongono un’interrogazione perturbante e avviano un’analisi non canonica. Dicono un rito senza messa e senza testo da rappresentare. Negano la relazione con il volto e rifiutano qualsiasi significazione e interpretazione. Intercorre una differenza radicale tra rito come traccia e festa come cerimonia catartica. La maschera-rito è l’esperienza di una metamorfosi, la metamorfosi dice che un uomo diventa animale-dio”. Dopo la vestizione, il gruppo si appresta ad esibirsi in sfilata al pubblico.

 

Nidi d’Arac

Il progetto Nidi d’Arac nasce a Roma nella seconda metà degli anni 90, epoca di grande fermento musicale italiano, il nome è l’anagramma di “aracnidi ”: una parola circolare ‘nidi d’aracnidi’ dove il nido è inteso come luogo di provenienza, di nascita e custodisce i segreti più nascosti e remoti della tradizione.
La band presenta delle caratteristiche atipiche rispetto alle classiche formazioni (rock, pop, folk, ecc) , molti sono i musicisti, produttori, dj che ruotano intorno al progetto e grazie a questo concetto di gruppo “aperto” il loro contributo artistico, sia nei live che in studio, permette un suono sempre differente ma allo stesso tempo filologico.  Leader è il musicista leccese, Alessandro Coppola, il cui genio creativo e l’amore per la propria terra, il Salento, hanno dato frutto ad un’appassionata e consapevole ricerca di contenuti inscritti nella tradizione musicale, poetica, folklorica del patrimonio della cultura popolare mediterranea, assimilati e rielaborati. La musica del gruppo di origine salentina, è quindi il risultato della modernità, è un incrocio tra riflessioni sulla tradizione ed elettroniche accelerazioni metropolitane.

 

Stella Grande

Stella Grande è una realtà artistica e musicale ormai consolidata, ha vinto una grande scommessa, coniugando magistralmente una tradizione popolare con una poesia attuale e passionale. Gli strumenti utilizzati dalla cantante, sono un grande coinvolgimento ritmico ed emotivo, una spiccata teatralità, una intensa interpretazione. Musica di tradizione ma non solo, testi di tradizione ma non solo. Stella Grande è una artista che si guarda attorno, che conosce il passato, l’importanza della memoria individuale e collettiva e sa che bisogna preservarla, ricordarla, ma nel presente, nella realtà di tutti i giorni, e non come nostalgico ricordo. Stella Grande, interprete del repertorio del gruppo, oltre che una voce duttile e potente, possiede un magnetismo eccezionale, dal 2004 voce della orchestra de La Notte della Taranta, sotto le direzioni artistiche di Ambrogio Sparagna e Mauro Pagani. La testimonianza migliore della maturità artistica di Stella Grande è fornita dal numeroso pubblico, che segue i suoi concerti in tutta Italia e all’estero. Lo spettacolo a cui l’artista da vita, è frutto di una sapiente alchimia, tra tradizione popolare salentina e ritmi più contemporanei, tra canzoni che possono essere considerate dei classici e pezzi che trattano problematiche attuali. Il suo ultimo lavoro discografico “Pizzica RRaggiata", ne è la conferma.

 

 

Concerti Altra Tela - #ConcertiAltraTela

Altra Tela è diventata una sezione consolidata del Festival Itinerante della Notte della Taranta e del Concertone finale di Melpignano, nasce da un progetto che dà spazio alle creazioni provenienti da tutto lo stivale di Italia in cui si reinterpreta la musica popolare salentina con arrangiamenti e contaminazioni provenienti da altri generi musicali, da altre realtà di musica popolare del sud Italia ed europeo. Dalle piazze della Grecìa salentina concerti e incontri coinvolgono gli spettatori in una dimensione più intima. L'obiettivo con questa sezione del festival è creare un ponte generazionale tra i gruppi storici della musica popolare e le nuove leve che si stanno avvicinano in punta di piede ma con grande passione e amore alle proprie radici, con la musica popolare. 

 

Concerto Ragnatela - #ConcertoRagnatela

Concerto Ragnatela è la sezione del Festival Itinerante della Notte della Taranta e del Concertone Finale di Melpignano, dove è racchiuso il lavoro più intenso di riscoperta della musica popolare salentina tradizionale. Per questa sezione di esibiscono gli artisti che meglio riescono a interpretare le radici della musica popolare del Salento, della pizzica in chiave di preservazione socio-storico della stessa. In questa sezione non mancano comunque le rivisitazioni moderne e chiave più vicina ai giovani del nostro tempo e che favoriscono l’interpretazione, godibilità in un contesto più globalizzato.  

 

 

Fonti:

Pagina ufficiale www.lanottedellataranta.it

Pagina ufficiale FB Fondazione https://www.facebook.com/FondazioneLaNottedellaTaranta/

 

 

Video - La danza di Mamuthones e Isshohadores a Mamoiada
Video - La pizzica elettronica dei NIDI D'ARAC - Videoclip: Ahi Tamburrieddhu! - Taranta Container
Video - Pizzica Salentina: STELLA GRANDE & Anime Bianche "La Caddhina" Taranta 2014

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