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29 E 30 SETTEMBRE 2018 A CALIMERA ORE 20.00 FESTA DELLA MADONNA DI COSTANTINOPOLI E DELLA PATATA DOLCE DI CALIMERA

Italiano

Posizione

Area Mercatale
Calimera
Italia
IT
Data Evento fino al 2019: 
Domenica, 30 Settembre, 2018 - 19:30
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29 e 30 settembre 2018 a Calimera dalle ore 20.00 si terrà la Festa della Madonna di Costantinopoli e della Patata dolce di Calimera. Evento organizzato,per l’ultimo weekend di settembre dal Comune di Calimera con la Pro Loco di Calimera e l'associazioni culturali giovanili del comune. Si tratta di due giorni ricchissimi di iniziative, all’insegna della tradizione e dell’innovazione per valorizzare i prodotti locali all’insegna dell’ecosostenibilità.

Tanti i momenti di approfondimento con una ricchissima fiera con al centro l’arte, l’artigianato, design, il biologico, riuso, riciclo. La festa dà modo di rilanciare l’area Mercantale del Comune di Calimera, una zona periferica del tessuto urbano del comune. L’evento infatti si svolge nel rione adibito al mercato settimanale, Ex Mercato Coperto, un tempo centro dell'attività commerciale del quartiere, ed oggi in fase di rigenerazione grazie alla trasformazione culturale per attività giovanili, nell'ambito del progetto Lampu! finanziato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri – Politiche giovanili.

La Patata Zuccarrina (Convolvulus Batatas) nel cuore dei prodotti locali, come eccellenza calimerese di antica produzione. La patata dolce che le contadine calimeresi, le Patanare, coltivavano e accudivano con grande dedizione, levandosi nelle ore notturne del giorno per garantire l’innaffiatura quotidiana. Il rizotubero, altamente calorico, ricco di amido, potassio e vitamine, era pietanza privilegiata della colazione dei contadini calimeresi. La coltivazione della batata a Calimera è attestata nella tradizione orale di molti comuni salentini, nonché da storici locali e calimeresi in particolare. La patata zuccarrina è stata inserita nei PAT, (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali nell'elenco nazionale, con proprio decreto del 14 luglio 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 luglio 2017.

La patata dolce e la sua coltivazione rappresenta eredità e opportunità di un prodotto locale. La fiera è stata innovata aggiungendo, a quella che da anni era ormai solo un mercato, i prodotti locali di qualità e l’ecosostenibile è stata rilanciata la Patata dolce di Calimera e, grazie al prezioso lavoro del gruppo di ricerca Biodiverso, la patata zuccarrina ora è inserita nei Prodotti tradizionali del Ministero. Si tratta della direzione da seguire per andare alle radici della cittadina, rilanciando la ricca eredità in una chiave nuova. Il prodotto tipico di Calimera apre la strade a nuove produzioni locali. Questo grazie all’impegno dei giovani produttori nel rilancio di questa coltura e ai nuovi produttori a livello locale, che stanno scommettendo sulla coltivazione del tubero.

Nelle due serate saranno accompagnate da musica e buon cibo,inoltre, non mancheranno: le mani sapienti delle donne e degli uomini di Pro Loco Calimera che daranno vita a sapori unici, presso gli stand dedicati alla gastronomia, dove si potranno degustare alcune delle più amate ricette con l'ingrediente principe della festa, la Patata Zuccarrina di Calimera.

 

Storia della Patata Zuccherina a Calimera:

La bontà della patata dolce è conosciuta, si tratta di un'ingrediente principale di tanti piatti tipici pugliesi, ma non tutti sanno che c’è un comune del Salento la cui storia è strettamente legata a questa varietà e viceversa. La località in questione è Calimera in provincia di Lecce, al centro della grecìa salentina, e il suo legame con la “batata zuccarrina” (come la chiamano da queste parti) risale alla prima metà del XIX secolo. Sul come questa pianta dall’America arrivi proprio a Calimera ci sono due versioni distinte: dai bollettini della camera di commercio del tempo risulta che dal nuovo mondo fu introdotta a Firenze, da lì arrivò nella villa di Lecce come pianta ornamentale per essere oi finalmente introdotta nella coltivazione calimerese da Eufemio Fazzi. Da alcune testimonianze dirette, invece, l’arrivo a Calimera sarebbe opera del nonno di una certa Lucia “Zuccarini” il cui nonno la importava direttamente dall’America. Quello che risulta più curioso della storia di questo tubero, è il suo canale principale di commercializzazione costituito dal carbone; erano infatti i commercianti di carbone che, caricando sui loro carretti anche le patate zuccherine, le hanno fatte conoscere soprattutto fuori dal Salento, legando per sempre la città di Calimera alla qualità delle sue batate. Purtroppo, però, così come il carbone sancì il suo successo ne determinò anche la fine della commercializzazione su larga scala quando il combustibile non fu più venduto. Un’altro aspetto importante per capire l’importanza di questo prodotto tipico puglise nella sfera sociale della comunità grika di Calimera, è il ruolo della donna nella sua coltivazione: era infatti soprattutto lei a coltivare la pianta, andare a prendere l’acqua dai pozzi lontani e a raccoglierne i frutti. Per le sue tre principali proprietà serbevolezza, resistenza e adattamento, si è rivelata alimento fondamentale nei periodi di grandi ristrettezze economiche, e oggi la patata zuccherina di Calimera è inserita ufficialmente nell’elenco dei prodotti P.A.T. (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) del Ministero dell’Agricoltura. La particolarità che distingue la patata zuccherina di Calimera dalle altre è che non ha al suo interno i filamenti legnosi di alcun tipo, bensì la sua pasta è uniforme e dolcissima. Oggi la comunità di Calimera è impegnata in prima linea nella valorizzazione di questo prodotto e nella sensibilizzazione sull’importanza di ripartire dal patrimonio enograstronomico per rilanciare tutto il territorio salentino e la sua storia. Nel corso della tradizionale fiera della Madonna di Costantinopoli, l’argomento è stato oggetto di un dibattito dal titolo “La patata zuccarrina- rilancio di una cultura locale“. La patata zuccherina è anche al centro di molti libri editi dall’Associazione Culturale Ghetonia, in vendita presso la Casa Museo della civiltà contadina e della Cultura Grika di Calimera.

 

Storia Culto Madonna di Constantinopoli

La devozione per la Madonna di Costantinopoli nelle terre del Sud Italia ha origine da un fatto drammatico per la cristianità: nel 1453 i Turchi, di religione musulmana, assediarono e conquistarono Costantinopoli, cioè il principale punto di riferimento religioso per i cristiani d’Oriente, oltre che la capitale di un vasto impero (l’impero bizantino) la cui parabola storica era durata quasi un millennio. Gli abitanti di Costantinopoli si rivolsero, in quella triste circostanza, alla protezione della Madonna Odegitria, che sottrasse la popolazione a conseguenze ancora piu’ disastrose. Il culto per la Vergine, già fortemente radicato in Oriente, si rafforzò dunque ulteriormente dopo il dramma della conquista musulmana. I Turchi, nell’ambito del loro progetto espansionistico, arrivarono però ad insidiare anche l’Occidente: presero Otranto nel 1480, e da allora il pericolo di un assoggettamento non solo delle terre meridionali, ma dell’intera penisola, e di tutta l’Europa, si fece terribilmente concreto. Così, la gente meridionale decise di mettersi sotto la protezione particolare della Vergine di Costantinopoli, e il clero decise di sostenere questa esigenza collettiva con l’edificazione di cappelle ed edicole votive dedicate alla nuova patrona. A Calimera era presente la Chiesa della Madonna di Costantinopoli, esistente già nel XVI secolo, fu abbattuta negli anni settanta del Novecento per far posto all'edificazione di uno stabile, all'interno del quale è conservato un affresco, datato 1603, dedicato alla Madonna di Costantinopoli. L'affresco testimonia la convivenza del rito greco e di quello latino nella rappresentazione pittorica degli abiti talari dei due vescovi effigiati, l'occidentale Sant'Eligio e l'orientale Sant'Elia. La Madonna di Costantinopoli è anche protettrice dei marinai.

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