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11 AGOSTO 2018 A ZOLLINO FA TAPPA IL FESTIVAL DELLA NOTTE DELLA TARANTA 2018

Italiano

Posizione

Piazza Sandro Pertini
Zollino
Italia
IT
Data Evento fino al 2019: 
Sabato, 11 Agosto, 2018 - 19:30
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Sabato 11 agosto 2018 il festival della ventunesima edizione della notte della taranta fa tappa a Zollino. Dalle ore 19.30 sarà presente il Laboratorio di degustazione Sceblasti a cura della Cooperativa Comunità di Zollino per info ed iscrizioni: segreteriafestival@lanottedellataranta.it.

La serata del festival entrerà nel vivo alle ore 21.30 in Piazza Sandro Pertini a Zollino, dove per i concerti Altra Tela, andrà in scena Ribelle Mai Domata a cura di BOSIO TEATRO MUSICA (dal Lazio). Dalle ore 22.30 per i Concerti Ragnatela si esibiranno alla Villa Comunale di Zollino gli Alla Bua dal Salento.

La scéblasti è il caratteristico pane condito di Zollino che assomiglia, ma si discosta totalmente da altri pani conditi all'apparenza simili in tutto il Salento. Nella lingua tipica della zona, il griko, significa "senza forma". È cotta sulla pietra nei caratteristici forni a legna e, secondo la tradizione, era il primo pane ad essere sfornato, di solito all'alba. Rappresentava un momento collettivo di gioia e di buon augurio per i contadini. La scéblasti nasce da un impasto di: farina, acqua, zucca gialla, olive, cipolla, zucchine, olio, peperoncino, sale e capperi
 

 

Ribelle Mai Domata è un racconto familiare, che nasce dall'intervista di Alessandro Portelli alla famiglia Menichetti. L'intervista è tratta dal volume "Ribelle e mai domata. Canti e racconti di antifascismo e resistenza" (ed. Squilibri 2016), che contiene dodici interviste ad altrettante donne, che ricordano la propria esperienza sotto il fascismo, durante il conflitto e la resistenza, e propone un ampio repertorio di canti partigiani e antifascisti dell'area centro-meridionale. Nello spettacolo il racconto di Iva Manieri, moglie di Mario Menichetti, e delle sue cinque figlie ripercorre le vicende biografiche di Mario e della sua famiglia: l'attività antifascista clandestina di Mario, la brutale repressione fascista e la morte di alcuni compagni di lotta, la condanna al confino a Ustica, la gioia per la caduta del fascismo e il terrore dei bombardamenti, le privazioni, la fame, le difficili e precarie condizioni abitative che segnarono la vita quotidiana della numerosa famiglia. Le vicende dei Menichetti si intrecciano con quelle complessive dell'Italia e di Roma, nei difficili anni del fascismo, del secondo conflitto mondiale e del dopoguerra. Il racconto familiare e intimo si fa così espressione di vicende esemplari, ma anche trasversali e comuni.  Ad accompagnare la memoria autobiografica sono le canzoni che talvolta lo stesso Mario cantava, come le sue strofette di parodia o la sua versione di "Su comunisti della capitale". Vengono poi presentati stornelli, canti rituali più noti, canzoni narrative e serenate d'amore, che pescano da un ampio repertorio popolare. 

Gli Alla Bua, gruppo di musica popolare salentina, nascono dalle esperienze più tradizionali della cultura musicale salentina. Si sono formati inizialmente tra le ronde della storica festa di San Rocco a Torrepaduli, nelle notti itineranti del canto pasquale di Santu Lazzaru, nelle tipiche feste delle curti fatte di vino, voci spiegate e incessabili tamburelli. Tra questi suoni si sono uniti i sei componenti del gruppo, provenienti da vari paesi del Salento (Casarano, Torrepaduli, Collepasso, Cavallino fino alla grica Sternatia), con la comune coscienza di sentire propria l’eredità della musica popolare, appresa direttamente nelle proprie case e con la grande passione di suonarla, tramandarla e divulgarla. Alla Bua era una locuzione utilizzata dagli anziani del Sud Salento (nelle osterie di Alliste e dintorni) per accompagnare i canti di lavoro o d’amore. Parola ripetuta insistentemente, come fosse un mantra, costituiva una sorta di bordone e dunque di sostegno alla voce principale. Il significato etimologico sembrerebbe provenire dalla lingua grica (dialetto antico tutt'oggi parlato nella zona del Salento detta Grecìa, circoscritta ad una decina di comuni e stranamente ben distante da Alliste). Alla Bua starebbe dunque per altra via, altra cura, altra malattia, medicina alternativa. E’ in questo concetto che si concretizzano lo spirito e il suono del gruppo. La cura dai mali del passato, quelli provocati dal morso velenoso della leggendaria taranta, i mali di una società stremata dalle difficoltà e dalla povertà che diviene oggi, similmente, una cura contro la frenesia e la piattezza della società moderna. Una cura dunque che ieri come oggi avviene a suon di pizzica pizzica, danza forte, calda e liberatoria.

 

Alla Bua - Pizzicarella Video:

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