Salento e Storia

Unable to render map: Google Maps API key is missing.

Il Salento e la sua storia

Il Salento o Penisola Salentina, anticamente ha fatto parte per molti secoli della circoscrizione definita Terra d'Otranto, è una subregione dell'Italia meridionale, nella Puglia, e corrisponde all'estremità sudorientale della penisola italiana. Il Salento è definito il "tallone" e il "tacco" dello Stivale d'Italia. Lunga 138 km e con una larghezza media di 40 km, la Penisola Salentina si protende tra il mare Adriatico e il mar Ionio, nello specifico dalla così detta "soglia messapica" a nord fino al capo Santa Maria di Leuca a sud. Il Salento presenta un territorio prevalentemente pianeggiante, a tratti debolmente ondulato, in cui si distinguono principalmente i bassi rilievi delle Murge tarantine e in pianura il fertile Tavoliere di Lecce. La natura calcarea del sottosuolo, costituito da cretacei, eocenici e miocenici, dà luogo a fenomeni carsici diffusissimi: sono assenti in superficie fiumi ma è rilevante l'idrografia sotterranea profonda e difficilmente raggiungibile. Nel Salento ci sono grotte costiere importanti come la Grotta della Zinzulusa e la Grotta Romanelli interessanti geologicamente, come stazioni preistoriche e dal punto di vista turistico. Il clima nel del Salento è tipicamente mediterraneo, con estati calde e asciutte e inverni freschi. Alle due estremità della "soglia messapica" si aprono i porti di Taranto e Brindisi, mentre nel resto della costa, prevalentemente rettilinea e bassa, più alta solo nel tratto sudorientale, si trovano i porti di Otranto e Gallipoli. Amministrativamente, il Salento comprende: l'intera provincia di Lecce, (con i comuni più importanti di Nardò, Gallipoli, Galatina, Casarano, Galatone, Maglie, Squinzano e Tricase); quasi tutta la provincia di Brindisi (con in evidenza San Pietro Vernotico); e parte della provincia di Taranto (con i comuni più interessanti di Manduria e Sava).

Il nome Salento, non ha origini ben definite, si pensa infatti secondo alcuni studiosi che questo toponimo abbia origine nel periodo dell'Impero Romano e che derivi dalla parola "sale", inteso come terra circondata dal sale e il mare. Per altri studiosi il nome Salento deriverebbe dal nome di alcuni coloni cretesi che si stabilirono in queste zone, chiamati Salenti perchè originari della città di Salenzia . Un'ultima tesi invece sostiene che la parola Salento derivi, da un'alleanza stipulata "in salo" cioè in mare, fra i gruppi etnci che popolavano il Salento: gli Illiri, i Cretesi e i Locresi.

Il Salento dal punti di vista geografico, è separato dal resto della Puglia da una linea immaginaria, che va dal Golfo di Taranto (nel punto più interno nella zona di Massafra) al Mar Adriatico in corrispondenza dei resti della città messapica di Egnazia (a Fasano e cioè al confine dell'antica zona chiamata Peucezia). Il Salento è però da intedere anche come un'entità culturale, più che geografica, per questo si è soliti spostare i confini più a sud percorrendo una linea che va da Taranto, ai comuni di Grottaglie, San Michele Salentino, Ceglie Messapica, fino a giungere a Ostuni.Sia dal punto di vista linguistico sia da quello architettonico, folkloristico ed enogastronomico, la penisola salentina si caratterizza per tratti comuni che la distinguono dal resto della regione.

Storia del Salento

La penisola salentina era anticamente chiamata dai greci Messapia, cioè "terra fra i due mari", ed era abitata da una popolazione di origine illirica, chiamati appunto Messapi. Essi difendevano la propria autonomia dall'antica città greca di Taranto. L'inimicizia fra i Messapi e Taras (nome greco di Taranto) fu narrata da Erodoto, che narrò di una guerra scatenatasi intorno al 474 a. C. fra Taras e la Lega Peuceta, di cui i Messapi facevano parte. Successivamente, dopo la decadenza della città di Taras iniziata nel 280 a. C. a causa dei conflitti tra Roma e Taranto, il Salento si latinizzò al punto di contribuire concretamente alla nascita della letteratura latina. Le figure di spicco che contribuirono culturalmente alla letteratura latina furono Ennio e Pecuvio. Marco Pecuvio realizzò qui alcune delle sue tragedie. Rilevante fu inoltre dal punto di vista storico, Brindisi con il suo porto, che nel 240 a. C. per la sua posizione strategica fu elevata a municipio romano. Brindisi divenne così un porto molto trafficato e caposcalo per l'Oriente e la Grecia. Molti illustri romani transitarono dal porto di Brindisi per giungere in Grecia.

Cicerone ne dà testimonianza, quando scrisse le "Lettere Brindisine". A Brindisi inoltrà morì Virgilio, mentre tornava da un viaggio in Grecia. Il Salento era anche abitato da due popolazioni di origine affini ai Messapi: i Calabri e Sallentini. Infatti proprio per questo motivo, l'attuale Salento, allora confluì con il nome di Calabria nella Regio II Apulia et Calabria ai tempi dell'imperatore Augusto.

Il Salento fu duramente colpito durante la guerra greco-gotica, diventando terra di confine fra i Longobardi e i Bizantini. Invece tra il IX e X secolo il Salento fu spesso assalito dai Saraceni, che stazionarono per periodi più o meno lunghi sparpagliati nel territorio e furono contrastati dai Bizantini. Nel 927 i Musulmani distrussero Taranto.

Invece, in seguito, alla conquista normanna furono fondati la Contea di Lecce e nel 1088 il Principato di Taranto. Lecce nel periodo alla fine del medioevo divenne il centro principale della penisola salentina, che proprio in quel periodo prese il nome di "Terra d'Otranto". Proprio in quegli anni Lecce dette inoltre i natali al re normanno Tancredi d'Altavilla. Nel 1384 il principe di Taranto Raimondo Orsini Del Balzo, durante il regno degli Angioini, sposò Maria d'Enghien, contessa di Lecce, diventando così uno dei più potenti e ricchi feudatari del Regno. Alla sua morte nel 1406, il Re di Napoli Ladislao giunse con le armi a Taranto per rivendicarne il possesso, ma Maria d'Enghien, vedova, lo respinse per due volte. Alla fine Ladislao propose di sposare la contessa, ottenendo per via diplomatica ciò che non era riuscito a conquistare con la forza. Nel 1480, durante il periodo Aragonese, Otranto fu invasa dai Turchi guidati da Ahmet Pascià, che provocò l'uccisione di 800 persone (I martiri d'Otranto) che si rifiutarono di convertirsi all'Islam. Questo l'episodio più grave e triste di una lunga serie di assalti turchi e barbari nel Salento, che furono particolarmente intensi nel XVI secolo e portarono alla costruzione di centinaia di torri lungo le coste, per poter avvistare in tempo le navi degli aggressori. Le successive dominazioni spagnole e borboniche ridussero il Salento allora Terra d'Otranto a una regione periferica, in cui comunque si evidenziò una fiorente attività artistica fra il XVI e XVIII secolo, che portò Lecce a essere il centro più famoso nel meridione per il barocco. Inizialmente con l'Unità d'Italia, con legge del 20 marzo 1865, le attuali tre provincie di Taranto, Brindisi e Lecce furono accorpate in un'unica circoscrizione con Lecce capitale, sede della Prefettura e del Tribunale, competente appunto su tutto il Salento e quindi sulla vecchia "Terra d'Otranto". Fu il successivo avvento del fascimo a dividere il salento in tre province ben definite, introducendo la provincia di Taranto nel 1923 e successivamente anche quella di Brindisi nel 1927.

Lecce nel periodo alla fine del medioevo divenne il centro principale della penisola salentina, che proprio in quel periodo prese il nome di "Terra d'Otranto". Proprio in quegli anni Lecce dette inoltre i natali al re normanno Tancredi d'Altavilla. Nel 1384 il principe di Taranto Raimondo Orsini Del Balzo, durante il regno degli Angioini, sposò Maria d'Enghien, contessa di Lecce, diventando così uno dei più potenti e ricchi feudatari del Regno. Alla sua morte nel 1406, il Re di Napoli Ladislao giunse con le armi a Taranto per rivendicarne il possesso, ma Maria d'Enghien, vedova, lo respinse per due volte. Alla fine Ladislao propose di sposare la contessa, ottenendo per via diplomatica ciò che non era riuscito a conquistare con la forza. Nel 1480, durante il periodo Aragonese, Otranto fu invasa dai Turchi guidati da Ahmet Pascià, che provocò l'uccisione di 800 persone (I martiri d'Otranto) che si rifiutarono di convertirsi all'Islam. Questo l'episodio più grave e triste di una lunga serie di assalti turchi e barbari nel Salento, che furono particolarmente intensi nel XVI secolo e portarono alla costruzione di centinaia di torri lungo le coste, per poter avvistare in tempo le navi degli aggressori. Le successive dominazioni spagnole e borboniche ridussero il Salento allora Terra d'Otranto a una regione periferica, in cui comunque si evidenziò una fiorente attività artistica fra il XVI e XVIII secolo, che portò Lecce a essere il centro più famoso nel meridione per il barocco. Inizialmente con l'Unità d'Italia, con legge del 20 marzo 1865, le attuali tre provincie di Taranto, Brindisi e Lecce furono accorpate in un'unica circoscrizione con Lecce capitale, sede della Prefettura e del Tribunale, competente appunto su tutto il Salento e quindi sulla vecchia "Terra d'Otranto". Fu il successivo avvento del fascimo a dividere il salento in tre province ben definite, introducendo la provincia di Taranto nel 1923 e successivamente anche quella di Brindisi nel 1927. Va ricordato, infine, che nella storia recente del '900, proprio questa divisione in tre province del territorio salentino, ha determinato una certa difficoltà nell'interpretazione dei limiti territoriali della cultura salentina, dove ha giocato un ruolo rilevante l'esigenza di autonomia culturale da Lecce delle nuove province di Brindisi e Taranto. Alla quale i leccesi hanno risposto rivendicando in modo serrato per se stessi il marchio esclusivo del concetto di salentinità. Anche per effetto di queste considerazioni, ancora oggi in taluni contesti, si fa erroneamente coincidere il Salento con la sola provincia di Lecce.